Camposampiero - Al politico la sanità interessa o no?
Martedì, 9 Febbraio 2010
Gli incontri pubblici passano … i problemi restano!
La notizia dell’annullamento dell’incontro pubblico del 9 febbraio sul futuro della Sanità nel Camposampierese per imprecisati “problemi organizzativi” desta qualche sospetto (il Sindaco Zanon e la Lega/Bitonci/Marcato, non invitati, ne sanno niente?), ma soprattutto lascia irrisolte alcune questioni che stanno a cuore ai cittadini utenti.
In questi anni abbiamo assistito agli assordanti silenzi di molti Sindaci; alle “improvvise amnesie” di chi ha raggiunto importanti poltrone istituzionali con i voti e l’appoggio di quanti si riconoscono nella maggioranza che governa la Regione Veneto da molti anni e a consiglieri regionali che governavano a Venezia e facevano finta di fare opposizione a livello locale.
C’era la preoccupazione che anche nell’incontro “saltato” sarebbe stato detto … che tutto andava bene … che non c’era motivo di preoccuparsi … che vi era la necessità di “fare squadra” … ecc. ecc. E che, in questo modo, si rischiava di aggiungere parole a parole, senza affrontare alcuni noccioli del problema.
* Ad esempio, sarebbe stato interessante sapere dai relatori cosa ne pensavano dell’affermazione del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova che, intervistato su “La Piazza” da Francesco Cassandro circa un anno fa, riguardo al nuovo ospedale di Padova, affermava tra l’altro: “Quello che nascerà deve essere il prototipo dell’ospedale di livello provinciale, in cui concentrare le risorse per garantire cure di alta qualità ad un bacino molto più ampio dell’attuale Ulss. D’altronde se non avremo più medici a sufficienza, l’unica strada possibile è quella di riunire le forze in pochi poli d’eccellenza”. Parole che rappresentano una vera e propria pietra tombale sulla necessità di una sanità quali-quantitativamente diffusa e vicina alla popolazione.
* Oppure, sentire il funzionario regionale e la Direzione dell’ULSS spiegarci perché non si dà seguito a quelle norme di legge che garantiscono i diritti dei cittadini in tema di sanità. Ad esempio l’allineamento dei tempi di attesa delle prestazioni in ambito pubblico con quelli dell’attività privata “al fine di assicurare che il ricorso a questa ultima sia conseguenza di una libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito dell’attività istituzionale”. (Legge n. 120 del 3 agosto 2007)
* O ancora, avremmo chiesto perché non cogliere l’occasione dell’attivazione delle nuove sale operatorie per utilizzare quelle esistenti, ancora in perfetta efficienza, creando un centro provinciale per una particolare attività chirurgica, come ad esempio un Centro Traumatologico (vedi l’elevato numero di incidenti stradali e sul lavoro), invece di “inviarle alla rottamazione”, rilanciando così il Presidio Ospedaliero di Camposampiero.
* O infine, ci sarebbe piaciuto sentire parole e fatti chiari sul garantire a livello territoriale delle strutture distrettuali e/o dei medici di famiglia, una serie di attività di diagnosi e assistenziali (controlli, medicazioni, piccola chirurgia, ecc.), senza intasare inutilmente la struttura ospedaliera.
Da anni siamo nell’attesa di risposte concrete da parte non solo della politica che governa in regione da molti anni (con assessori alla sanità prima di forza italia e poi della lega), ma anche di chi, da questa politica, ha avuto l’onore e l’onere di garantire ai cittadini, in modo equo e universale, il diritto costituzionale alla salute.
Alla fine ci si chiede: Ma interessa veramente a qualcuno il futuro della sanità pubblica del Camposampierese?
Maurizio Osti pd camposampiero
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